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Breve vita infelice di Richard T. Chase

ovverosìa LE SPAVENTEVOLI PERIPEZIE DEL VANPIRO DI SACRAMENTO

4/10/2007 | Dal nostro inviato Tonazzi er Nano

Il giovane Dracula

Nato il 23 maggio del 1950 a Sacramento (e dove sennò?), Richard Trenton Chase aveva una sorella, quattro fratelli e un paio di genitori alquanto sciroccati.

Fin da quando aveva dieci anni il suo maggior divertimento derivava dall’uccidere gatti e appiccare fuocherelli (probabilmente bagnava anche il letto, completando così il trio di deviazioni infantili che, secondo lo pissichiatra MacDonald – nessuna parentela – costituiscono un segnale quasi inequivocabile dell’insorgere di una personalità destinata, da adulta, a scatenare il rocchenrollo).

Da adolescente cominciò a utilizzare le droghette (erba ed elleessedì) in modo esagerato (ma si può esagerare con le droghette? Siberiaonline non lo crede) e a uscire con le ragazze.

Tuttavia, giunto al dunque, non riusciva a concludere. L’apparato non funzionava. Datosi che all’epoca non esistevano le pillole blu che oggi fanno la gioia degli erotomani più atteNpati, si risolse a consultare un terapeuta. Risultato: l’iNpotenza era dovuta a rabbia repressa.

Ahiahiai…

La vita continua, tuttavia e Richard, ormai cresciuto, lasciò la casa avita per cominciare a vivere in varie abitazioni, con coinquilini sempre diversi. Diversi soprattutto perché, sconvolti dalle bizzarrie di Chase, di solito alzavano i tacchi con una certa fretta. Le paranoie infatti crescevano esponenzialmente (di pari passo col consumo di droghe, abitudine che gli cagionò anche un arresto nel 1971): una volta chiuse ermeticamente il vater di casa, giacché temeva che dallo scarico potessero risalire esseri intenzionati ad assalirlo, un’altra irruppe in un pronto soccorso cercando la persona che gli aveva “rubato l’arteria polmonare”. Sosteneva, tra l’altro, di avere lo stomaco rovesciato e che il suo cuore, spesso, smetteva di battere.

Dopo un paio di ricoveri senza conseguenze il Richard tornò a casa da mammà. Era spaventosamente magro e le sue condizioni non miglioravano affatto: cominciò a uccidere conigli e a farne dei fantasiosi còchtels. Mescolava il sangue e gli intestini degli sventurati roditori in un frullatore e poi si beveva la miscela.

La sua fissazione sul sangue divenne ossessiva. Si convinse di essere sistematicamente avvelenato e che l’unica speranza di sopravvivenza consistesse nell’assumere sangue fresco.

Un bel giorno mise del sangue di coniglio in una siringa e se lo sparò in vena.

Finì in ospedale, naturalmente e una volta guarito, nel reparto psichiatrico. Tuttavia, nonostante alcune fughe e il fatto di non recedere minimamente dalle sue abitudini (una volta fu sorpreso nell’atto di bere il sangue di due uccelli appena uccisi sul balcone della sua camera, gesto che gli valse, tra il personale dell’ospedale, il soprannome di Dracula), all’inizio del 1977 fu dimesso.

La madre lo accolse di nuovo in casa e ricominciò la strage di animali: conigli, cani, gatti, uccelli. Inoltre Richie divenne un devoto fan dello Strangolatore della collina, un serial killer che stava seminando il terrore a Los Angeles in quei giorni (che poi in realtà erano due, due cugini di origine italiana. Se ne riparlerà).

Poi successe una cosa. La mamma, considerando che il figlio non stesse poi tanto male, decise, unilateralmente, di sospendergli gli psicofarmaci.
Il 3 agosto del 1977, due guardie rinvennero un’automobile. Al suo interno alcuni fucili, degli abiti maschili e odore di morte. Appena accanto un secchio contenente un fegato. Pochi attimi dopo apparve Chase, nudo e completamente coperto di sangue.
Frattaglie e fluidi appartenevano a una mucca e nessun provvedimento fu preso a carico del vaNpiro.
La storia, però, era appena cominciata.

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