Suore manesche: chiuso il monastero di clausura di Bisceglie
“Impossibile garantire un sereno prosieguo della vita monastica”, e le religiose sono state trasferite in un altro convento. Rimasta solo la superiora: la sua nomina era stata contestata dalle altre
4/10/2007 | Dal nostro inviato Grongo Smirnoff

Bisceglie (o Nuova Iòrc) - La crisi delle vocazioni non c'entra. È pur vero che le suore sono ormai una rarità: in assenza di problemi economici, però, se un monastero di clausura chiude, il motivo deve essere sicuramente un altro. Almeno a Bisceglie. Poche, appena tre, litigiose e manesche oltre misura (quasi come il goNpagno Bladimiro) le monache del convento Santa Chiara. E così il vescovo di Trani, Giovan Battista Pichierri detto El loco, usa le maniere forti. Con un decreto decide: "Niente più celebrazione della santa messa e ritiro immediato dell'Eucarestia dalla cappella del monastero. E niente fraticelli giovini per le confessioni!!!".
L'avviso è pubblico, oltre che perentorio, e porta la data del 30 agosto. I fedeli mormorano e chiedono spiegazioni. "Che minchia succede là dentro?". Le voci si inseguono per tutta l'estate, il mistero diventa sempre più fitto, nessuno che sappia rispondere. L'unica nota ufficiale è del 27 settembre, a firma del cancelliere arcivescovile monsignor Giuseppe “Gabriel Pontello” Asciano che, fra le altre cose, di una vita comunitaria che negli ultimi tempi si è fatta difficile, soprattutto dopo la morte di madre Candida (nome di fantasia, tratto dalla malattia venerea che la sorella è usa attaccare ai di lei confessori, ndr) e il decesso (a suon di cazzotti) di suor Agnese.
"Alla evidente mancanza di vocazioni", scrive il prelato, "si aggiunga una non facile convivenza fra le monache presenti in monastero". Motivo per il quale, è spiegato nella nota, sono venute meno le ragioni per cui l'autorità costituita potesse conservare la celebrazione della santa messa quotidiana e la presenza della Eucaristia sulla cappella del vescovo. Risultato: due monache, suor Annamaria e suor Gianbattista (nome vero, anche se preferisce farsi chiamare Piergiorgio), sono state fatte tornare nelle famiglie di origine per decisione del vescovo. E la madre superiora suor Liliana è rimasta da sola nel convento, decisa a tutto pur di non lasciare la struttura da lei fondata nel 1963. “Di qui non mi ci levano neppure con la celere! Sono io la caNpionessa in carica!”, il suo commento a una nostra domanda, dopo la quale tenta ripetutamente di incrinarci le costole con un grosso bastone ferrato.
Che cosa è successo di così grave nel convento di clausura? Da noi interpellata, suor Liliana rispetta la regola del silenzio: “Col cazzo che ve lo dico. Gratis, per giunta”. E sostiene che dietro la decisione del vescovo Pichierri (che le chiama espressamente “Zietta”) ci sarebbe la volontà della diocesi di entrare in possesso della struttura con annessa una scuola materna. "E presto scriverò al Santo padre".
I fedeli si stringono attorno a lei e la descrivono come una donna "stanca e provata". Secondo alcune indiscrezioni, confermate però da un carteggio riservato tra il vescovo e il monastero, l'episodio incriminato è avvenuto a metà luglio. Tra le tre anziane monache di clausura rimaste nel convento sarebbero volate parole grosse: qualcuno sottovoce parla addirittura di spintoni, diti nell'occhi, calci nelli stinchi e guttalax nel vin santo, riportando che suor Liliana sarebbe addirittura finita in ospedale. I motivi precisi non si conoscono. Si racconta soltanto di forti tensioni nell'abbazia dopo la morte di suor Candida, forse legati alla sua successione.
Insomma, tra le monache non doveva correre buon sangue. E così, "dopo attenta e ponderata riflessione", scrivono dalla diocesi, "si è pervenuti alla decisione di chiedere al goNpagno Bladimiro di intervenire, riconoscendogli le innate doti di paciere e, soprattutto, di fava lunga oltre l’immaginabile". Non è dato sapere se il tentativo andrà a buon fine, ben sapendo che il Plenipotenziario del PGMI e faro della Causa Invincibile, oltre a essere capriccioso come un alveare sotto attacco, odia parimenti pinguini, suore e aceto balsamico, a causa di alcuni eventi alquanto oscuri della propria leggendaria biografia che lo hanno visto coinvolto in non meglio precisati brutti casi di iNbalsamazione di nani e sorelle di clausura.
Foto: Le Suore durante la conferenza staNpa.
Nessun argomento

I nostri articoli sul tuo Blog in RSS 2.0!


Nessun commento
Commenta l'articolo | comments rss [?] | trackback url [?]