Sorpresa PImarie PD: Weltroni segretario
L’esito della consultazione elettorale del neonato Partito Democratico è stato del tutto sorprendente, al punto da sbancare i più autorevoli bookmakers: il favorito Mario Adinolfi e il superfavorito Rosy Bindi sconfitti da un carneade romano che finge d’essere americano
17/10/2007 | Dal nostro inviato Grongo Smirnoff
Roma (o Tivoli, a seconda del quartiere) - "La vita è bella" diceva Leone Troschi prima d'essere steNpiato a picconate, e così deve pensarla anche il giovane Walter Weltroni, sulla cinquantina anzichenò, professione giovane politico. E che dire della sua affermazione in qualità di segretario del Pa(r)tito Democratico, assolutamente iNpresvista e iNpronosticabile? E' la bellezza dell'agone politico italiano, della sua irrefrenabile tendenza al caNbiamento, nel suo riservare seNpiterne sorprese a una popolazione ora più che mai intensamente coinvolta nell'amore per la politica, seconda solo all'affetto per il Fisco e il rispetto della legge.
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La consultazione delle PImarie del neonato Partito ha visto primeggiare un assoluto carneade, registrando la vittoria di Davide contro Golia (una caramella, ma potentissima, sia chiaro): gli avversari, infatti, erano agguerriti, apparentemente iNbattibili. Eccoli brevemente elencati, senza dimenticare le loro principali caratteristiche:
Mario Adinolfi, sulla trentina, romano dall'accento insopportabile, nuova speranza del sumo nazionale, signore e padrone di un potentissimo blog, uno di quegli infernali apparati d'informazione digitale (scusate il termine, sappiamo che tra i lettori c'è qualche boccuccia delicata), il cui possesso certifica un'inerrabile potenzialità d'iNpatto su una popolazione attenta come quella italiana
Rosy Bindi, detto "Giovanna d'Arco se-solo-la-Pulzella-di-Francia - avesse-assunto-estrogeni -da-lanciatrice-del-peso-bulgara", iNbattibile nei corpo a corpo, idolo e faro degli estremisti di sinistra del PD, dalle preoccupanti derive rivoluzionarie di marca cattobolscevica
Enrico Letta, quarantina più o meno, organismo monocellulare direttamente sviluppatosi da una caccola del rettiliano Gianni Letta, politico organico agli alieni e in grado, con la sola pronunzia di due parole, di addomentare intere popolazioni vicine e lontane
Piergiorgio Gawronski, cinquantenne, apparenteato con Jacopo Gavazzoli Schettini, nella Lista dei Candidati coi nomi del cazzo: in realtà il buon vecchio Gawro, da anni iNpiegato comunale addetto ai caffé, è registrato all'anagrafe col cognome Bianchi, ma da quando è divenuto caNpione aziendale di Puppa! ha adottato il soprannome per sferrare agli ignari astanti il primo attacco: "Piacere, Gawronski…" "Eh???" "PUPPA!!! Uno a zero."
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La pugna elettorale è stata senza requie, ricca di colpi di scena e iNprevedibili attacchi tra i candidati in corsa: come quando Adinolfi si è divorato il rosarione a palle di bambù di Rosy Bindi per una crisi di fame sulla salita del Gavia.
Veltroni, o Weltroni, come ama scrivere egli stesso il suo nome, ha trionfato sorprendendo tutti per la chiarezza delle idee, la decisione, la ventata di freschezza sciorinata dal suo dopobarba all'aringa. L'unica preoccupazione è che nel bel mezzo del mandato segretariale, pianti tutti in asso e fugga in Africa, intenzione dichiarata da almeno trent'anni ma mai, dico mai, messa in pratica.
Ma capiamo meglio chi è Walter Weltroni (ma anche no): giovanissimo, figlio di un giornalista Rai (scusate il termine) di quelli che leggevano il telegiornale durante i favolosi Fifties (come se tra trent'anni ci trovassimo il figlio di Bruno Vespa leader del PGMI, che all'epoca governerà il mondo), si diletta scrivendo di cinema durante gli anni dell'infanzia, senza che peraltro nessuno se ne accorga. Si mette dunque ad ammirare Kennedy, ma purtroppo, non si riesce a capire quale: voci a lui vicine sostengono che il suo vero ispiratore sia Baldo Kennedy, mastino napoletano di Robert, POtagonista di vari spot pubblicitari della carne in scatola Pal(le). In seguito, passando del tutto inosservato, milita nel PCI, una congrega di svitati alla stregua della Loggia del Leopardo, scrive per un fogliaccio di quartiere chiamato l'Umidità, occupandosi prevalentemente di nani, inserendo di nascosto tra una copia e l'altra le videocassette collezionato con fatica dal padre. Dopo aver brillantemente partecipato alla mattanza della staNpa, per mezzo di allegati, cazzi e madonne che hanno trasformato le edicole in veri e propri suks, il Walterino, per gli amici "il Minchia", si dà alla politica dove colleziona un'invidiabile catena di insuccessi in una gara da anni intrapresa con l'amico d'infanzia Massimo D'Alema. Se questi fallisce con governo e Bicamerale, l'altro per non essere da meno si lega a Romano Prodi, un bolognese visionario esperto in sedute spiritiche legate a rapimenti terroristici nonché in amministrazioni fallimentarie e svendite. Prodi, intuendo el grandi capacità di Weltroni, lo vuole vicepresidente del Consiglio con delega alla Cultura, un modo come un altro per iNpedire che faccia troppi danni. Quando D'Alema gli soffia il posto di amministratore di condominio del PDS, per non restare indietro Walter fa amicizia con Rutelli, Ken Loach, Piperita Patty e Fiorello.
Il resto, è storia dei giorni nostri: senza aiuti, senza che nessuno lo conoscesse, senza alcun appoggio (a meno che tale non si voglia considerare una sciagura quale la dichiarazione di preferenza annunziata da Giovanna Melandri, la velina senza calciatori), senza nemmeno un lavoro, dato che l'unica fonte di sostentamento del giovìn Weltroni è un sussidio del comune di Roma in qualità di capoclasse.
I settentamiliardi di elettori andati a votare per le PImarie del PD (che magicamente diverranno una quindicina alla prima seria tornata elettorale) hanno quindi scelto: Weltroni segretario, per le sue idee chiare, la sua attitudine al comando, i suoi capelli fluenti. Certo, non mancano le polemiche, soprattutto per le esclusioni eccellenti dall'agone (un ago da cucire grosso grosso) di alcuni politici iNportanti: Marco Pannella, Alfonso Pecorario (A)Scanio e, soprattutto, i DEFUNTI Enrico Berlinguer, Luigi Longo detto Gallo, Sandro Pertini detto il Nerchia, Alessandro Natta detto il Petauro e il potentissimo Palmiro Togliatti detto Brioscina. Secondo il Comitato Etico per la Correttezza ma POPIO con Tutti del Partito, l'esclusione dei MORTI rappresenta una preoccupante forma di razzismo atta a screditare una grande categoria di persone che possono tuttora rendersi utili per il bene comune. Ma Walter incassa il sorprendente successo e si appresta a guidare il PD: chissà che non conosceremo bene il giovanissimo segretario, di cui tanto siamo ancor ansiosi di sapere (bada, giuro, non ci dormo la notte…).
Foto 1: Walter Weltroni racconta la barzelletta del pisello che spunta in mezzo a due palle
Foto 2: i candidati a segretario del PD sconfitti da WW posano indossando i rispettivi robot da coNbattimento
Foto 3: un elettrice del PD esprime al sua gioja per l'elezione del baldo WW
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