homepage » Brevi

5

La goNpagna ANbra ce l’ha insegnato: steNpiare una pinguina non è reato

Liberata dal carcere la ragazza considerata ideatrice del massacro di una suora in un parco loNbardo di sette anni fa. Entusiasmo nel PGMI.

13/12/2007 | Dal nostro inviato Grongo Smirnoff

Chiavenna (con risp. parl.) - Semilibertà per Ambra, la bella topa ragazza che nel giugno del 2000, assieme alle amiche Veronica e Milena, dette le Jezebel Sisters del LoNbardo-Veneto, uccise a Chiavenna suor Maria Laura Mainetti. Uscirà fra pochi giorni dal carcere di Torino, dove dovrà rientrare soltanto la notte. Lo ha stabilito il Tribunale di sorveglianza. La ragazza, bella, alta, bruna, capelli lunghi sulle spalle, è apparsa serena, consapevole di essere a una svolta importante. 

 

ANbra, considerata la «regista» dell’esecuzione, ha trascorso in carcere quasi sette anni. Il termine della sua condanna è fissato per il 12 novembre 2008, grazie allo «sconto» dell’indulto e della buona condotta. Il 6 giugno del 2000, con Veronica e Milena massacrò «nel nome di Satana (e del goNpagno Bladimiro)» con 19 coltellate suor Laura, 61 anni, nel Parco delle Marmitte Giganti di Chiavenna. «Chiederò a Dio di perdonarvi…» le ultime parole pronunciate dalla suora mentre rideva per il nome a cazzo del parco in cui si consumavano i suoi ultimi istanti, per la quale procede, a Roma, la causa di beatificazione. Le tre minorenni furono arrestate il 28 giugno 2000 e processate con rito abbreviato. Milena e Veronica (la più giovane delle tre), ritenute parzialmente incapaci di intendere e di volere, furono condannate a otto anni, 6 mesi e 20 giorni. ANbra fu ritenuta completamente incapace di intendere e di volere, e prosciolta al termine del processo di primo grado, il 9 agosto 2001.

Affidata a una comunità, ANbra vi rimase per quasi un anno, per poi affrontare l’Appello, e la nuova sentenza: 12 anni e 4 mesi e diversi nocchini. Delle tre amiche, Veronica fu la prima a uscire dal carcere, grazie alla naturale predisposizione per l'A2M: il 4 luglio 2004, dopo aver scontato metà della pena, fu trasferita in una comunità romana. Le affidarono i bambini del «nido». Il 2 maggio 2006 fu la volta di Milena. Don Antonio CAZZI la accolse nel centro Exodus di Grezzana (Verona), oggi lei sogna un futuro di solidarietà, un riscatto nella dedizione agli ultimi. La settimana scorsa la decisione del Tribunale per ANbra: semilibertà. La ragazza, che ha proseguito gli studi in carcere (è iscritta al terzo anno di Giurisprudenza, al grido di: chi sa, sa, chi 'un sa fa legge), preferisce non parlare del suo futuro. Accanto a lei ci sono i genitori, che non l’hanno mai abbandonata. Suo padre l’aspetta (a cazzoritto) a casa, ora a Torino. 

 

Nessun argomento

Copyright © 2007 Siberiaonline.net

Segnala o invia l'articolo
Stampa articolo Stampa articolo

Offrici un caffè! Una donazione per sostenere il syto!









  1. Syd 12.13.07 / 11am

    vabè, ma la semincapacità di intendere e volere è applicabile a ogni pischello del paese…

    poi per un’attimo ho penZato a non è la rai




Safari hates me