Elementare, Watson: “Negro sì, da parte di fava”
Il Nobels replica alle accuse di avere un antenato negro. Secondo la mappatura del DNA un suo bisnonno sarebbe stato africano. Ilona Clonova ne ha raccolto le dichiarazioni. E non solo quelle.
19/12/2007 | Dal nostro inviato Ilona Clonova
Porcari (Tennessì) - In una breve conferenza staNpa James Watson, Nobel che scoprì il DNA all'inizio degli anni Cinquanta ispirando di conseguenza il rocchenroll, ha replicato all'accusa che lo vedrebbe certo discendente di un negro.
La cosa sarebbe un contrappasso gustosissimo, giacché Watson (peraltro responsabile, con la sottoscritta, della Commissione Biologica del PGMI), forte di un Nobel incontestabile, ha variamente dichiarato in interventi e interviste che la popolazione africana è per natura meno intelligente di quelle dalla pelle chiara. Pochi, però, riportano il corollario del ragionamento watsoniano, ossia: "Tutto il potere alle scimmie, IO SONO IL TRICHECO!", divenuto slogans tra i principali del PGMI.
Il breve colloquio con la staNpa è iniziato con uno scoppiettante Watson:
"Fogghedabaudit!!! Io d'origine negra??? E chi è l'iNbecille che lo sostiene? Piero Angela? L'unica cosa che condivido coi negri, ossia con quella specie d'omini che ragionano di merda, è la dimensione sproporzionata della mia nerchia!"
E così dicendo, prima si è palpato vigorosamente il pacco per poi sbottonarsi la patta e stiacciare tre noci californiane con una cappella turgida larga almeno quanto il fondo di una magnum di sciampàgn.
"Eccola, la volevate la COSA ROSSA!?!?" Ha esclamato sghignazzando lo scienziato per poi salutare e ritirarsi accompagnato dalla qui presente inviata, per passare insieme un reciprocamente felice paio d'ore.
Foto 2: Watson posa per la copertina del suo ultimo disco

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