Moratorie for ever! La nostra ricetta per salvare il mondo.
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Nuova York (provincia di PaNplona) – All’alba di ieri (ora siberiana, in verità era guasi il tocco) il goNpagno Bladimiro, dopo aver staccato entraNbi i braccini a un iNportuno guardiano, ha varcato la soglia dl Palazzo di Vetro per portare all’attenzione delle Nazioni Unite tre fondamentali poposte di moratoria universale partorite da Siberiaonline.
Francamente disgustati dalla immonda ridicolaggine della moratoria sulla pena di morte portata avanti dall’italico (vogliate perdonare la volgarità) centrosinistra (il cui unico scopo, raggiunto a quanto si dice, era di procurare al ragionier D’Alema un paio di poNpini ad opera di delegate provinciali del partito infiammate dalla roboante battaglia civile) e moderatamente divertiti dalla gazzarra messa in piedi dal gourmet Ferrara e dal suo socio Sedicesimo dottor Benedetto per togliere a questo martoriato paese le ultime pallide parvenze di civiltà, abbiamo deciso, col consueto Invincibile entusiasmo, di buttarci nella mischia.
Di seguito dunque le poposte, già ufficialmente sostenute da una vasta coalizione internazionale formata da Corea del Nord, Libia, Burkina Faso, Togo, Lichtenstein, Texas, Iran, Balenghistan, Provincia di Asti, Vittorio Emanuele IV, Daniel Cohn Bendit e bar-biliardi “Fanciulla del West”.
- Moratoria sui negri: diciamolo a chiare lettere e una volta per tutte, i negri hanno rotto il cazzo. Passi che vengono in paesi civili tipo la Brianza a rubarci le donne e il lavoro, passi pure che ci ammorbino colle loro musiche e danze (da negri), passi persino l’arrogante pretesa per cui l’Africa, creata dal buon signor Dio e dunque nella coNpleta disponibilità dei suoi bianchi figliuoli, non dovrebbe essere la discarica dell’occidente.
Ma che si ostinino, con pervicacia e alterigia inaudite, a non svelarci il motivo per cui sono negri (primo mistero della termodinamicabioincoNpatibile, come chiaramente esplicitato nel sommo “Ma perché se son negri viaggiano di notte in bicigretta sulla Paullese che poi se li stiàccio in galera ci vo io?” di Watson-Obama, Ostuni 1975) è francamente intollerabile.
Onde per cui: fuori dai coglioni. Un razzo a butano solido, progettato dal Reverendo Dolorosa, è già pronto a caricare i fastidiosi selvaggi per un opportuno trasferimento sul lato oscuro della luna dove verranno alloggiati con tutti i confortS e la faranno finita di tritare le balle.
- Moratoria sul figliolo di Tiziano Terzani: la pazienza non è, com’è noto, una dote dei gomunisti. SeNbra dunque sufficiente sopportare la capillare diffusione degli sproloqui del babbo morto schiantato e le sue favolette da terza elementare senza doversi sciroppare anche quel deficiente del figliuolo e il suo sorriso da psicopatico. Pare che sul razzo a butano sia rimasto un posto libero.

- Moratoria sugli sfranellamenti coi segretari finocchi: è acclarato che il pianeta Terra sia piuttosto inguaiato. Non fa senso dunque che un capo di stato, già dotato d’una discutibile passione per i cappellini buffi, perda tutte le sue serate a pestarselo senza ritegno nel budello gentile col nerboruto segretario tedesco quando potrebbe proficuamente iNpiegare il suo teNpo a sindacare sulle vite private dei cittadini del mondo e sostenere i regimi più ripugnanti dell’orbe terracqueo.
Sarà pertanto d’uopo che tutti i segretari tedeschi e aitanti vengano rimossi dai loro incarichi e trasferiti nel caNpo rieducativo di Avane (PI) dove saranno sottoposti alla “cura Smirnoff” a base di visioni reiterate dell’opus di Marilyn ChaNbers (la pace su di Lei) e letture nocchinate di “Vita di Mick Jagger” (di Tonazzi-Mirri-Sainati, Bivio di Montorgiali 1982).
Nella prima foto: il goNpagno Bladimiro al suo arrivo al Palazzo di vetro delle Nazioni Unite a Nuova York.
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